Mauro Simoni è nato a Grosseto e in giovane età si è trasferito a Firenze dove ha compiuto i suoi studi. Nel 1956 si è stabilito nel Mugello rimanendo comunque in contatto con Firenze a cui è legato per esperienze artistiche che vanno dalla partecipazione alle trasmissioni radiofoniche della compagnia di prosa della RAI di Firenze all'attività teatrale in commedie e riviste con attori quali Dina Galli, Odoardo Spadaro, Asia Noris. Ha collaborato per anni come vignettista in giornali di diffusione nazionale come "Il Travaso", "Marco Aurelio", "Nazione Sera", per dedicarsi poi completamente alla pittura. È da sottolineare anche una breve ma interessante esperienza nel campo della ceramica. Recentemente ha iniziato la collaborazione con una nota vetreria per la creazione di soggetti per vetrate artistiche. Ha ricevuto premi e riconoscimenti in varie edizioni di manifestazioni pittoriche. Molte sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero.

Presentazione a Praia a Mare (CS)

Presentazione a Monopoli (BA)

Presentazione a Maratea (PZ)

Parlo di Mauro Simoni, di un toscano che dopo aver vagato, penso fin dall'infanzia, in cerca di un richiamo, di un segno delle muse (e proprio non si direbbe conoscendolo, tant'è facondo e incline alla battuta, allo sberleffo, al motto caustico, non quindi scavato e sofferto dall'impazienza ma semmai, al contrario, l'immagine al negativo della fretta, dell'ansia) e trovatolo questo segno, approda stabilmente alla porta segreta dell'arte figurativa. E da lì si diparte, all'interno, con il solito vagare "à la recherche", tra le corde che quell'arte gli offre, del mezzo giusto tra i tanti che gli è più congeniale. E di tutti ne fa proficua esperienza: disegno, tempera, acquerello, olio, graffito, affresco, xilografia, pirografia... e di ognuno lascia marcato segno con più o meno frequenza (la "tempera" è tra i più).

Parlo di Mauro Simoni da giornalista ma soprattutto da musicista quale io sono, assertore convinto della simbiosi tra le arti. Ne parlo ora, in ritardo, ma l'idea di parlarne già mi venne la prima volta che lo incontrai e dalla quale nacque una salda amicizia. Fu il giorno che ebbi dinanzi agli occhi dieci strani disegni bene esposti su una parete del suo studio.

Erano la raffigurazione grafica, direi impressionante, delle dieci tavole pianistiche che Modest Mussorgsky volle offrire all'amico pittore e architetto Viktor Hartmann a commento musicale di una sua mostra. L'opera, oggi famosissima anche per la fortunata trasposizione orchestrale di Maurice Ravel, va sotto il nome di "Quadri di una esposizione": dieci pannelli musicali collegati da un preludio e tre postludi sullo stesso tema variato (promenade), il quale tema offre all'ascoltatore come l'immagine dell'amico musicista che passeggia tra un quadro e l'altro.

Di Mauro Simoni parlo ora pubblicamente (ed è come mettere sale su una ferita doverlo fare così in ritardo: è un male che provo sempre ogni volta che un artista meritevole, per un motivo o per l'altro, viene tenuto ingiustamente nell'ombra. È un male provato di recente, l'esempio ovviamente sta a sé, quando ho saputo di un'esposizione del futurismo che mi auguro riapra l'annosa "querelle" sull'indifferenza - ostracismo? - di cui sono stati vittime, qui da noi, anche in epoca prebellica, quando Marinetti si fregiava della feluca di Accademico d'Italia, pittori storici di quel periodo come Boccioni, tanto per accennare il più grande a parer mio).

Ne parlo oggi perchè finalmente Mauro Simoni è stato invitato a riportare in stampa, per essere avviati per il mondo via "internet", i suoi dieci disegni di cui ho detto, già pronti e ben raccolti in un "unicum" quanto mai appetibile; i quali disegni, senza mai tradire l'impegno figuratico che Simoni non ha mai abbandonato, offrono dei "Quadri" mussorgskiani una visione in certo senso trasfigurata che idealmente ricompone il cerchio con il ritorno della musica all'originale segno grafico.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: A. Bagarotti (Giornale Libertà - Piacenza) - U. Baldini (La Nazione - Firenze) - N. Della Santa (catalogo della mostra 1981) - Gazzettino Toscano 1983 - A. Giovannini (La Nazione - Firenze) - R. Grazzini (catalogo della mostra 1958) - R. Mandelli (Piacenza Oggi) - C. Marsan (La Nazione - Firenze) - M. Novi (Il Giornale del Mattino - Firenze) - A. Ragionieri (La Nazione - Firenze) - P. Scapini (catalogo della mostra 1965) - C. Segàla (Il Gazzettino di Verona) - J. Simeoni Zanollo (Vita Veronese) - G. L. Verzellesi (L'Arena - Verona).

Silvano Sardi

Cliccare sulle immagini per un ingrandimento

gnomi.jpg (47339 byte)vecchiocastello.jpg (58941 byte)tuileires.jpg (59390 byte)bydlo.jpg (46751 byte)ballettodipulcini.jpg (61038 byte)

Gnomi

Vecchio castello

Tuileires

Bydlo

Balletto di pulcini

 

 

 

 

goldberg.jpg (63545 byte)limoges.jpg (60919 byte)catacombe.jpg (58972 byte)baba-yaga.jpg (53967 byte)laportadikiev.jpg (64966 byte)

S. Goldberg

Limoges

Catacombe

Baba-Yaga

La porta di Kiev

 

 

 

 

 

 

 

Condizioni di vendita e modulo prenotazione

Le lamine che compongono l'intera produzione sono in carta Fabriano mod. "Gentile" color panna (originale della carta stessa) di 240 g/mq e misurano 34 x 49 cm. In totale sono 10 più una che contiene la presentazione del M° Silvano Sardi, sopra riportata per intero (meno la bibliografia essenziale). Le dieci lamine sono raccolte in un contenitore di cartone simile a una cartella e non possono essere vendute separatamente.