Giornata Europea del Patrimonio
24 settembre 2000
Restauro e Inaugurazione dell'Organo a canne (1750) della
Chiesa di Santa Maria della Visitazione
Evento organizzato del C.A.M. di Praia a Mare
Aieta - Centro Storico - (CS)
Su un primo agglomerato semitrogloditico s’insediarono
probabilmente prima nuclei di origine magnogreca e poi
romana.
Per trovare il posto abitato bisogna arrivare in epoca più recente quando il territorio fu occupato dalle popolazioni costiere qui rifugiatisi a causa delle incursioni saracene.
A queste genti si aggregarono anche numerosi monaci di rito
greco e latino, già presenti nell’area del Mercurion, e proprio in
questo periodo, siamo intorno al X secolo d.C., si parla di Aieta,
αετοσ, il cui nome ne evidenzia la posizione da aquila ancora disegnata nello stemma del Comune.
Nel 1065 il paese era dominato dai Normanni.
Con gli Svevi passò poi sotto varie baronie di cui la più lunga fu
quella dei Lauria o Loria.
Le dominazioni degli Angioini, degli Aragonesi e degli
Spagnoli videro Aieta ancora feudo dei De Montibus, dei Carafa,
dei Martirano, dei Cosentino, degli Spinelli di Scalea che ne
furono poi signori fino all’eversione feudale.
Nella sua marina, l’attuale Praia a Mare, a partire dal 1500 fu
lungamente coltivato il cannamèli, cioè la canna da zucchero
che fu una delle principali risorse della zona. Nel 1937 divenne comune autonomo.
Forse la frazione Murmannèddra, una delle tante di Aieta, ha
qualche attinenza con Mormanno.
La cittadina ha dato i natali a vescovi illustri quali Matteo e
Tiberio Cosentino, a poeti come Francesco Moliterni e Cristoforo
Candia e, nel secolo XIX, a scrittori quali Biagio e Vincenzo
Lomonaco.
Nel centro storico oltre al Palazzo Martirano, e ad altri resti
architettonici di epoca feudale, troviamo la Chiesa di Santa
Maria della Visitazione, (festeggiata il 31 maggio), la cappella di
S. Giuseppe, la Cappella di S. Vito, Patrono e Protettore di
Aieta, (festeggiato il 15 giugno) e i ruderi della cappella di S.
Nicola intorno alla quale cominciò ad aggregarsi un primo
nucleo urbano noto come Cantogrande. Tale chiesa fu anche una
delle prime parrocchie ove si conservò il rito greco fino alla metà
del 1500, cosa non rara nella zona in esame nel presente lavoro.

Panorama. Sullo sfondo il Palazzo eretto dai Martirano e
terminato dai Cosentino, definito uno dei più rari e maestosi
esempi di stile rinascimentale esistente nell’Italia meridionale.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria della Visitazione possiede al suo interno notevoli ricchezze di forte richiamo artistico, a cominciare dalle canne dell'organo recentemente restaurato, alla volta del presbiterio affrescata con scene della vita della Vergine Maria e figure di Profeti.
In tale chiesa si possono altresì ammirare stilemi ornamentali di fattura barocca, una copia di dipinto di Marco Pino d'Acquaformosa, raffigurante la Vergine in Assunzione ed un Crocifisso in legno, capolavoro dell'artigianale meridionale. Si possono inoltre ammirare sul primo altare a destra la Madonna del Carmine, tavola stupenda di Dick Hendricksz e su quello maggiore la Visitazione di Francesco Santafede.

Chiesa di Santa di Maria della
Visitazione risalente al XVI secolo
d.C. Ha tre navate ed è ricca di
numerosi affreschi e dipinti su tavola.
Vi si accede dopo una breve gradinata
oltrepassando un portale in pietra
sostenuto da pilastri decorati e
sovrastato da un medaglione litico che
porta incisa la data del 1756.
Concerto Inaugurale tenuto dall'organista
NUNZIO DELLO IACOVO
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Interno di Santa Maria della Visitazione
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Nunzio Dello Iacovo |
Organo di fronte (1750) |
Pubblico |