Premessa

1977 - 2007

II pianista ha la possibilità di usare o meglio far funzionare la più splendida e completa «machina»: il pianoforte.

Ma tanto sono infinite e varie le sue possibilità sonore, tanto è complesso il suo studio. Ore che si raccolgono in giorni e giorni che compon­gono anni, sono trascorsi in perfetta solitudine a ricercare, calibrare, sviluppare, adattare i propri «carismi» allo strumento e con esso fare musica. E il fare musica o meglio l'educare a fare ciò è l'argomento principe, l'idea dominante, lo spirito che ha animato ogni iniziativa concreta.

Scorrere la lista dei Corsi e dei Seminari, può far nascere questo interrogativo: «sino a che punto queste attività servono, offrono un servizio?».

Oppure può incuriosire leggere il maggior numero dei giovani presentati in pubblico rispetto a quello più esiguo di artisti già affermati. La risposta è semplice: tutto questo è una scelta precisa del C.A.M. Infatti impostare le mani di un allievo è relativamente semplice, mentre ciò che al contrario è arduo, è insegnargli a guidare le sue mani con la sua intelligenza, il suo orecchio, la sua sensibilità, le sue intenzioni cioè in una proposizione a diventare musicista.

Oggi questa unità elementare, in cui si esprime un pensiero compiuto e in cui si coagula un modus vivendi, è svilita nella pratica sia da «esamifici» che sono i Conservatori Statali che premiano la qualità ma che loro malgrado ben poco fanno per coltivarla e svilupparla, sia dalla mentalità corrente dei genitori, i quali vedono un progresso negli studi musicali dei propri figli solo quando superano il terribile e temibile rito di un esame e non quando partecipano brillantemente a un corso, confrontandosi con altre Scuole.

Con quanto è stato detto non si vogliono qui proporre alternative, ma vagliare e riflettere su limiti che affliggono sia il pubblico che il privato. Dunque il nostro commiato non giunge col solito appello alle Istituzioni chiedendo la solita inascoltata assistenza, ma facendo presente che esiste un motore insostituibile al fare: la volontà.

Il Consiglio Direttivo C.A.M.

Centro Attività Musicale